L' ineluttabilità del Fato

Oggi voglio  dedicare questo spazio alla canzone d'autore italiana. Il cantautore  a cui desidero rendere omaggio è Roberto Vecchioni. Paroliere, poeta e muscista,  non si può non menzionare la sua più grande passione: l'insegnamento. Ha lavorato, infatti, come docente di greco e latino in vari licei classici, tra Milano e Brescia, dal 1969 al 2004. Ha ottenuto, in seguito, la cattedra di docente universitario presso l' Università di Torino, dove ha insegnato per tre anni " Forme di poesia in musica". 

Di origini napoletane, nasce a Carate Brianza il 25 giugno 1943. Ha pubblicato più di 25 album e venduto oltre 6 milioni di copie. Raggiunge l'apice del successo nel 1977  con l'album "Samarcanda" , a cui seguiranno "Robinson" nel 1980 e "Milady" nel 1989. Nel 1992, grazie al brano  "Voglio una donna", inserito nell' album "Camper", vince il Festival Bar. Nel 1997 pubblica "Il bandolero stanco " e nel 2002 esce "Il lanciatore di coltelli ". Nel 2011 vince il Festival di Sanremo con la bellissima canzone "Chiamami ancora amore".

Il brano musicale che ho scelto è "Samarcanda", dell'omonimo album. Samarcanda è una canzone meravigliosa caratterizzata, però, da sonorità che rischiano di allontanare l'ascoltatore dal vero significato del testo. Quante volte, trasportati da quel ritmo incalzante, sostenuto dal riff inconfondibile del violino di Angelo Branduardi, l'abbiamo ascoltata senza prestare molta attenzione alle parole. Ma di cosa parla "Samarcanda" ? Il brano ci conduce nelle atmosfere di terre orientali e racconta di un soldato che rientra dalla guerra, il quale, insieme alla folla festante, si getta, gioioso e danzante, per le strade della città  per esser scampato al pericolo. Ma proprio tra la folla si accorge della presenza di una Nera Signora che gli sta vicino e lo guarda con malignità. La Nera Signora rappresenta la personificazione della morte. Il soldato, credendo che la morte sia lì per lui, in preda allo spavento, riesce a farsi donare dal sovrano il cavallo più veloce del regno per fuggire il più lontano possibile. Fugge fino a Samarcanda, ma una volta arrivato, sarà accolto da una terribile sorpresa: la Nera Signora lo attende proprio in quella città e lui, fuggendo, non ha fatto che altro che assecondare il proprio destino. In poche parole, non si può mai sfuggire alla propria sorte. Sulle nostre teste incombe la forza del Fato alla quale dobbiamo sottostare. Il tema della canzone rimanda alle credenze dell' antica cultura greca la quale, per dare un senso alle ingiustizie e agli eventi dolorosi che affliggevano la vita delle  persone, anche di quelle virtuose, ricorreva a questa forza potente, il Fato, contro la quale neanche gli dèi potevano ribellarsi. Gli stessi dèi soccombono alla volontà del destino. Emblematica, in tal senso, è la tragedia di Soflocle, l' "Edipo re". L'oracolo raccomanda a Laio, re di Tebe, di non avere figli, perchè il figlio, una volta adulto, lo avrebbe ucciso per sposare sua moglie, Giocasta. Laio, però, una notte, in preda all'ebbrezza, si unisce a sua moglie. I due concepiscono un bambino, Edipo. Il re, spaventato dalla profezia, abbandona il bambino sul monte Citerone, dove viene trovato da un pastore che  lo affida a Polibo e Peribea, sovrani di Corinto,  che lo adottano. Una volta adulto, Edipo, venuto a sapere della profezia che incombe sulla sua testa, ignorando che Polibo non sia il suo vero padre, per impedire che la profezia si realizzi, fugge da Corinto e, prima di arrivare a Tebe e diventarne sovrano,  uccide sulla strada un vecchio per futili motivi. Quel vecchio non è altri che Laio, il suo vero padre. Edipo, completamente ignaro, giunge a Tebe, risolve l'enigma della Sfinge e diventa sovrano, finendo per sposare Giocasta, ovvero sua madre. Il Fato ha avuto la meglio su di lui. La tregedia si conclude nel peggiore dei modi: Giocasta si toglie la vita, e lui, una volta divenuto consapevole dei fatti, per non vedere la verità, decide di cavarsi gli occhi con la fibbia della veste di lei, chiedendo di essere esiliato dalla città

Personalmente  non penso che esista il Fato, ma diciamo che preferisco credere, piuttosto, che ogni uomo sia artefice del proprio destino (Quisque faber est fortunae suae). Vero è che l'uomo non può sempre scegliere ciò che è meglio per lui  e,  spesso,  si ritrova ad assistere passivamente allo sviluppo degli eventi che affollano la sua vita. E' il destino davvero una forza potente o non è altro che la summa di conseguenze di scelte fatte da altri ma che finiscono per condizionare la nostra di vita? Propendo più per la seconda ipotesi. Gli uomini sono incredibilmente interconnessi gli uni con gli altri, vivono come in un processo di osmosi, e le scelte di ogni singolo individuo, a sua insaputa, finiscono per  determinare la vita degli altri, anche di coloro di cui ne ignora l'esistenza.

 

Samarcanda

Ridere, ridere, ridere ancora,
Ora la guerra paura non fa,
Brucian nel fuoco le divise la sera,
Brucia nella gola vino a sazietà,
Musica di tamburelli fino all'aurora,
Il soldato che tutta la notte ballò
Vide tra la folla quella nera signora,
Vide che cercava lui e si spaventò 
 
Salvami, salvami, grande sovrano,
Fammi fuggire, fuggire di qua,
Alla parata lei mi stava vicino,
E mi guardava con malignità
Dategli, dategli un animale,
Figlio del lampo, degno di un re,
Presto, più presto perché possa scappare,
Dategli la bestia più veloce che c'è 
 
Corri cavallo, corri ti prego
Fino a Samarcanda io ti guiderò,
Non ti fermare, vola ti prego
Corri come il vento che mi salverò
Oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh, cavallo, oh oh 
 
Fiumi poi campi, poi l'alba era viola,
Bianche le torri che infine toccò,
Ma c'era su la porta quella nera signora
Stanco di fuggire la sua testa chinò:
Eri fra la gente nella capitale,
So che mi guardavi con malignità,
Son scappato in mezzo ai grillie alle cicale,
Son scappato via ma ti ritrovo qua! 
 
Sbagli, t'inganni, ti sbagli soldato
Io non ti guardavo con malignità,
Era solamente uno sguardo stupito,
Cosa ci facevi l'altro ieri là?
T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda
Eri lontanissimo due giorni fa,
Ho temuto che per ascoltar la banda
Non facessi in tempo ad arrivare qua 
 
Non è poi così lontana Samarcanda,
Corri cavallo, corri di là
Ho cantato insieme a te tutta la notte
Corri come il vento che ci arriverà
Oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh cavallo oh oh
 
 
 
 
 

 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

56 commenti:

  1. Posso credere al destino, ma ormai oltre i miei sessant'anni posso serenamente dirti che siamo protagonisti assoluti di tantissime nostre scelte. Deviamo per decine di bivi, torniamo sui nostri passi, facciamo azzardi incredibili, viviamo la nostra vita e ne condizioniamo altre, come altre finiscono per condizionare la nostra. C'è un intreccio incredibile alla base di ogni respiro, ogni sorriso, ogni carezza, ogni decisione presa, o non presa.
    Quell'osmosi che citi circonda ogni aspetto, certo poi accadono cose, ma anche quegli avvenimenti che sembrano essere frutto di un Fato che non ci ha interpellati, serviranno a costruire qualcosa, in seguito, di cui saremo protagonisti. Noi e la rete di anime con cui siamo, o saremo, interconnessi. Grazie per la riflessione Caterina. ;)

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    1. E' vero, tutte le nostre azioni, anche le più insignificanti, sono legate da un filo invisibile, filo che ci lega gli uni con gli altri, creando, come dici tu, una rete di interconnessioni. Grazie a te, Franco per la tua osservazione. Un abbraccio.

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    2. .. e ti dirò qualcosa di più personale a riguardo: quando lasciai mia moglie non avevamo figli e non sapevo ancora che non avrei potuto averne mai. Lei si è risposata e ha una bimba meravigliosa. Ecco, nella mia lucida follia, piccolo delirio di onnipotenza, mi prendo anche un po' di "merito" per questa creatura che sorride e respira.. senza certe mie "scelte", non avrebbe visto la luce.. ;)

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    3. In effetti, tutto ha un senso. Senza certe nostre scelte, magari anche dolorose, non si potrebbero mai realizzare dei sogni. E' il grande mistero della vita. Certi accadimenti, nel momento in cui avvengono, sembrano non avere senso, ma in realtà stanno già ponendo le fondamenta del futuro.

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  2. Interessantissimo post, un brano che conosco molto bene ed un artista che apprezzo tantissimo. Tra i brani da ricordare, mi permetterei di aggiungerne uno da me amato particolarmente "Stranamore". Venendo al tema del fato, tu chiudi il tuo post dicendo che più che al fato credi in una interconnessione tra gli uomini tale da determinare gli eventi di ognuno anche a sua insaputa. Ti cito proprio per essere più preciso e non semplificare. Esattamente tu scrivi: "Gli uomini sono incredibilmente interconnessi gli uni con gli altri, vivono come in un processo di osmosi, e le scelte di ogni singolo individuo, a sua insaputa, finiscono per determinare la vita degli altri, anche di coloro di cui ne ignora l'esistenza." Osservavo che se le scelte di ogni individuo, finiscono per determinare non solo a sua insaputa ma ad insaputa anche di chi subirà quella conseguenza, la vita di tutti, nel momento che tutto questo succede ad insaputa di tutti, il fato esiste, il destino esiste. Se Tizio esce di casa mezz'ora prima e va in tabaccheria e viene ucciso da un pezzo di impalcatura che si stacca proprio in quel momento, abbiamo una situazione dove chi ha messo il pezzo di impalcatura difettoso non poteva saperlo e neanche immaginare le conseguenze e Tizio uscendo casualmente trenta minuti prima, non poteva immaginare che firmava la sua fine.

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    1. Acuta osservazione, Daniele. Forse è così che ama agire il destino, forse davvero esiste... certo, è un pò inquietante come cosa. L'uomo, in questo modo, non sarebbe davvero libero e arbitro delle sue scelte. Saremmo, allora, marionette nelle mani del Fato? Voglio sperare di no.

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  3. Cantautore, paroliere, scrittore, poeta ed ex insegnante italiano. Questo è Roberto Vecchioni.
    Il fato appartiene alla mitologia. La religione cristiana è caratterizzata dal libero arbitrio.
    Lutero ha tirato fuori la dottrina della predestinazione.
    Quello che l'uomo è dipende dagli incontri che ha fatto e dalla casualità positiva o negativa.

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    1. Sicuramente l'idea del libero arbitrio è quella più allettante. Non mi piacerebbe sapere che ogni mia scelta è dettata da qualcosa di scritto. Ogni mia idea non sarebbe davvero la mia idea. Per lo stesso motivo, non mi è mai piaciuto il concetto di predistinazione di Lutero, che subisce l'influenza agostiniana, secondo cui la salvezza dell'anima sia già predestinata da Dio che vuole salvi solo gli eletti. Ogni azione buona non conta se fai parte di coloro che Dio ha deciso di condannare. Molto meglio il libero arbitrio.

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    2. Cateria, è stato stravolto quello che ha scritto Agostino. La predestinazione è semplicemente la volontà di Dio di assicura la Salvezza a tutti gli uomini. Calvino e Lutero imbrogliano e inventano la predeterminazione, cioè che Dio ha già stabilito chi vivrà in eterno e chi non avrà questa possibilità.

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    3. Cateria è un errore di battitura. Lutero e Calvino negano l'intermediazione della Chiesa di Cristo tra l'uomo e Dio che dovrebbe comunicare con Dio solo attraverso la lettura della Bibbia.
      Ci troviamo di fronte alla negazione del libero arbitrio e alle parole pronunciate da Cristo nell'Ultima cena.

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    4. Si, esattamente così. Avevo scritto che Lutero aveva subito l'influenza agostiniana perchè era un presbitero agostiniano, ma lui si allontana decisamente da Agostino, stravolgendone completamente il pensiero. Mentre Agostino dà valore al libero arbitrio e afferma che la grazia divina non elimina la volontà dell'individuo, Lutero, al contrario, lo nega decisamente. Per Lutero non contano pìù le "opere" per la salvezza, ma solo la fede.

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  4. Adoro Vecchioni da sempre. Assieme a Guccini, De Gregori e pochi altri, trovo che sia uno degli ultimi poeti (musicali) rimasti. C'è un suo brano che mi ha sempre affascinato più di altri, si chiama I commedianti e mi piace talmente tanto che alcuni anni fa gli feci un video: questo. Evviva Roberto Vecchioni, evviva la poesia.

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    1. "I commedianti" è una canzone meravigliosa. Emozionante il tuo video. Complimenti per la scelta delle immagini che si sposano armoniosamente con le parole e la musica di questo capolavoro di Vecchioni.

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  5. Le canzoni di Vecchioni si studiano a scuola e Samarcanda è il primo della lista, e questo è un altro elemento da inserire nella sua biografia. Ciao

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  6. Ci sono molte canzoni di Vecchioni che mi piacciono, una di esse è "Samarcanda". Dapprima mi avevano colpito il ritmo e la musicalità della canzone. Poi, in seguito, avevo riflettuto sul testo e sul suo significato, aiutata anche da qualche cosa che avevo letto in proposito ed ecco che ho compre so il messaggio vero : la morte che aspetta il soldato a Samarcanda e si stupisce di vederlo molto, molto lontano , pochi giorni prima, intento a ballare e a far festa !! Personalmente , credo che siamo noi a formare il proprio destino, in base alle scelte che facciamo, agli incontri della vita... Ciao

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    1. Credo anche io che siano gli uomini a creare il loro destino, o almeno voglio sperare che sia così.Non mi piace pensare che non siamo liberi delle nostre scelte e delle nostre azioni. Buona giornata, Mirtillo.

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  7. gli uomini creano il loro destino ma siamo come delle barche in mare aperto e bisogna sapere navigare altrimenti venti e tempeste di possono ribaltare :-)

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    1. E' vero, è facile perdere il controllo e trovarsi in balia degli eventi, con il rischio di essere completamente travolti.

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  8. questo è un tema che mi sta molto a cuore Caterina: sono convinto che l'agire modifica l'essere; ogni scelta consapevole che facciamo nella vita ci cambia un po' e ci orienta sempre di più verso il bene o il male.
    Vecchioni mi piace molto: interessante la tua analisi del testo; a me commuove sempre Sogna ragazzo sogna!!!

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    1. "Sogna ragazzo sogna" è la mia preferita. Dedicata ai suoi alunni che non possono che definirsi fortunati ad avere avuto un insegnante come Vecchioni. E' una canzone che dovrebbe essere studiata in tutte le scuole.

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  9. Ho "invidiato" per decenni i ragazzi che hanno avuto la fortuna sfacciata di Vecchioni quale loro professore. Lo amo.
    Al fato non do molto peso, sono dell'idea che, sostanzialmente, il fato siamo noi.
    Le decisioni che prendiamo saranno causa e conseguenza della nostra vita e di chi ci sta intorno. Nel bene e nel male dobbiamo assumercene la responsabilità, senza nicchiare e senza delegare nulla. Sarebbe troppo facile.
    Tornando a Vecchioni. Hai mai letto i suoi romanzi?
    Se posso vorrei consigliarti quel piccolo capolavoro che è "La vita che si ama".
    C'è un punto che mi è venuto in mente in cui parla del destino e dice più o meno:
    non bisogna guardarlo in faccia ma fare come se non ci fosse. Lui picchia, batte per attirare l'attenzione ma tu niente,fai finta di nulla, non l'hai visto, vai finché lui non ti lascia andare. A quel punto non può farti più nulla. Per battere il destino bisogna essere incoscienti e decisi, senza pensare all'oggi o al domani, prendere quel pezzo di vita come unico che hai.
    Mi pare perfetto e mi ci ritrovo.
    Un abbraccio Caterina, buona serata.

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    1. Ciao Mariella, ti confesso che anche io ho invidiato per anni e tuttora invidio, i suoi alunni. Avrei voluto un professore come lui. A dire il vero, non ho mai letto un suo romanzo, però avevo pensato di leggere proprio "La vita che si ama" e dal momento che me lo consigli, mi sa proprio che lo leggerò. Grazie. Comunque credo che abbia ragione, bisogna andare incontro alla vita in modo incosciente, senza pensare troppo al destino, al futuro, perchè esagerando con l'uso eccessivo della razionalità, si corre il rischio di bloccarsi e non vivere. Un abbraccio, buona giornata.

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  10. Ottimo post esaustivo sia per Roberto vecchioni e “Samarcanda” sia per "Edipo re".
    Quanto al Fato non ci credo, sarebbe come credere negli oroscopi.
    Siamo noi con i nostri comportamenti che influenziamo gli avvenimenti.
    Felice giornata, un abbraccio
    enrico

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  11. Ammiro molto questo autore, cantante, professore insomma...mitico Vecchioni!!
    Grazie x il follow che ricambio con piacere. Ciao

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    1. Grazie a te, benvenuta sul mio blog. Buona giornata.

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  12. Vecchioni...un grande. La sua Samarcanda quell'anno resto in hit per tante settimane, nelle radio private era in onda tutti i giorni. Bei tempi quelli.
    Buon fine settimana

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    1. Hai ragione, Vecchioni è davvero un grande. Uno dei migliori cantautori italiani. Buon fine settimana anche a te.

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  13. Vecchioni davvero un grande!Buon sabato.

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  14. Gran bella canzone, fa piacere ascoltarla anche ora che son passati tanti anni da quando è stata incisa.

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  15. Mi piace molto Vecchioni, una bellissima canzone!

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  16. Mi piace pensare, per quanto riguarda Samarcanda, che il fato l'ha raggiunto perchè si è mostrato pavido. Fosse rimasto fra i suoi, a brindare al successo, forse... La vita ama i coraggiosi, coloro che osano, che spingono e arrabattano per volgere a loro vantaggio gli eventi.
    Vecchioni è un ottimo artista, colto e pieno di idee musicali e non... sicuramente è stato un bravo insegnante ma io, dovendo sognarne uno mio, punterei su Alessandro D'Avenia.
    Bel pezzo... grazie.
    Ciao.

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  17. Interessante il tuo punto di vista riguardo a Samarcanda, non ci avevo pensato. Magari è così. Per quanto riguarda Alessandro D'avenia, devo approfondire meglio la sua conoscenza, perchè non ho ancora letto i suoi libri. Grazie e buona giornata.

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  18. Hai scelto un Signor Cantautore!
    Samarcanda ti entra in testa proprio per il ritmo. Luci a San Siro ti entra dentro per la poesia infinita, la malinconia

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    1. Luci a Sansiro è un altro grande capolavoro, tra le più belle canzone italiane di sempre.

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  19. Il Fato esiste, così come esiste la capacità di crearsi in parte il proprio destino. È un gioco di equilibri, molto delicato.
    Bellissimo questo omaggi a Vecchioni, io ne metterei anche uno a Battiato che proprio in questi giorni ci ha lasciati.
    Ciao.

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    1. Grazie Lucrezia, Vecchioni è un grande artista, tra i miei cantautori preferiti. Hai ragione, merita un omaggio anche Franco Battiato, artista immenso,anima eccelsa. Enorme tristezza per la sua dipartita.
      Buona serata, ciao.

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  20. Non bisogna essere fatalisti all'estremo, altrimenti non si può vivere sereni e si diventa depressi come certi filosofi famosi.
    È giusto però credere nelle coincidenze che poi altro non sono che interessanti incroci spazio temporali che portano le vite delle persone a incrociarsi fra loro e creare eventi spesso straordinari.
    Bella la versione del video, molto evocativa.
    Buona serata!

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  21. Ottima osservazione, Joanna. In ogni caso per l'uomo è meglio non pensarci troppo, perchè si impelaga in un tema così complesso dove non se ne viene mai a capo. Buona serata anche a te.

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  22. Non credo che possa esserci una predestinazione. Se ci fosse, forse, non varrebbe manco la pena vivere. Tanto sarebbe tutto già scritto. Nulla è certo, fuorché l'incontro con la nera signora che, in un posto o nell'altro, può raggiungerci quando meno ce lo aspettiamo.

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    1. Condivido il tuo pensiero, la vita non avrebbe senso se fosse già tutto predestinato.

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  23. Io sono buddhista e credo profondamente nel karma (non quella cavolata occidentale secondo cui se fai una cosa ti torna indietro in due minuti), così come nel fatto che c'è un Energia cosmica che unisce tutto.
    In questa energia ci siamo anche noi e le nostre azioni aprono nuovi universi, nuovi orizzonti.
    Credere che tutto ciò che ci riguarda dipende solo da noi è un grossolano errore.
    Sempre sul tema del Fato e della Morte, ti consiglio la visione di questo video:

    https://www.youtube.com/watch?v=981Wta6z7dY&t=9s

    Ti abbraccio.

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    1. Pur non essendo buddhista, mi sono avvicinata a questa religione un pò di tempo fa. Ho studiato, ho letto dei libri di alcuni maestri della scuola Theravada. Mi sono approcciata anche col buddhismo tibetano. Ho apprezzato il pensiero filosofico più che quello religioso. Devo dire che il buddhismo mi ha aiutato a superare delle difficoltà interiori in un periodo buio della mia vita e quindi la mia opionione su questa religione non può essere che positiva. Ho trovato in essa delle risposte che la cultura occidentale non ti dà mai. Grazie per il link del video. Ti abbraccio anche io.

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  24. Un grande cantautore.
    Buona serata 🌹

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  25. Bella canzone e la versione con branduardi è eccezionale. Il destino non esiste, ma la sfiga mi sa di si
    😬

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    1. Si è davvero una bellissima canzone. Comunque, anche io ho la tua stessa opinione riguardo alla sfiga.

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